STRASBURGO – Destinare una parte degli introiti della nuova “carbon tax” alla copertura dei buchi di bilancio che si apriranno nei prossimi anni, per far fronte all’ingente debito contratto con il Recovery Fund e alle nuove priorità, a cominciare dalle spese per potenziare la difesa europea. L’ipotesi, anticipata dal Financial Times, che cita tre fonti vicine al dossier, viene accolta con una decisa levata di scudi, sia da destra che da sinistra, alla Plenaria dell’Europarlamento, in corso in questi giorni a Strasburgo. Rispondendo a Repubblica, un portavoce della Commissione, premettendo che non può commentare direttamente la questione, spiega che si stanno considerando «nuove risorse proprie, anche se non si è ancora deciso il come e il quando».
La carbon tax resta ai box: la Ue verso il rinvio al 2027
di Emma Bonotti
«Tassare il riscaldamento domestico e la benzina, che sono già alle stelle, - ragiona Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S al Parlamento europeo e presidente della Commissione per le questioni fiscali - sarebbe un boomerang economico e sociale soprattutto per le classi meno abbienti». «No grazie, - scrive da Roma il senatore della Lega Claudio Borghi - se i loro conti non tornano si arrangino, li chiedano alla Bce e non pensino di venire a chiedere altri soldi agli italiani». Anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, osserva come «sembra quasi che i tecnocrati di Bruxelles si divertano a rendere l’Europa antipatica agli occhi dei cittadini. Io credo negli Stati Uniti d’Europa, non una organizzazione tutta tasse e ideologia».







