Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
17 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:55
Il premierato, finito nel dimenticatoio, ha ripreso il suo iter parlamentare alla Camera dei Deputati, attraverso l’audizione informale di quattro professori di diritto costituzionale. Gli esperti hanno bocciato la riforma davanti lo sguardo della ministra per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Un’audizione avvenuta nel disinteresse, almeno apparente, dei parlamentari del centrodestra: gli unici a fare domande sono stati 4 deputati dell’opposizione.
Ha iniziato Tania Groppi, professoressa di istituzioni di diritto pubblico all’Università di Siena che ha definito la riforma “anacronistica” valida, forse, per l’Italia post prima repubblica, afferma la costituzionalista, che sottolinea come “oggi lo scenario sia completamente diverso”. Il rafforzamento dei poteri del governo – aggiunge – è stato già raggiunto attraverso una pletora di strumenti come l’abuso del decreto legge, il ricorso sistematico alla questione di fiducia, la compressione della discussione parlamentare, il monocameralismo di fatto, la sterilizzazione dell’iniziativa legislativa parlamentare”. Per la giurista “vediamo oggi un grande dramma cioè il sorgere di regimi illiberali anche nelle democrazie stabilizzate che si instaurano attraverso lo svuotamento del Parlamento, delle Istituzioni di garanzia e attraverso il rafforzamento dei poteri del governo. Questo non può non far accendere immediatamente un campanello d’allarme”. Riforma – è il rischio paventato dalla Groppi – che ci porta ad uscire dall’ordinamento della democrazia liberale.






