Roma, 29 mag. (askanews) – L’accelerazione c’è, almeno a parole. La maggioranza mette agli atti della conferenza dei capigruppo della Camera l’intenzione di portare in Aula a luglio due riforme costituzionali: la separazione delle carriere cara a Forza Italia (ora all’esame del Senato con annesso ‘canguro’) e il premierato, baluardo di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni. Le opposizioni protestano, e parlano apertamente di spartizione tra i partiti del centrodestra. “Noi – spiega la presidente dei deputati dem, Chiara Braga – crediamo sia una forzatura e non siamo disponibili ad accettare un’altra compressione dei tempi. E’ evidente, dopo il decreto sicurezza, la spartizione tra le forze di maggioranza e la rimessa in moto del premierato, un altro tassello di quell’attacco all’equilibrio e alla separazione dei poteri. Un disegno che mette in discussione l’equilibrio delle istituzioni democratiche”.

Ma il rischio è che lo sprint per la ribattezzata ‘madre di tutte le riforme’ sia più nelle intenzioni che nella sostanza. “Ora che la commissione si è liberata c’è tempo di concludere le audizioni e si potrebbe teoricamente ipotizzare un approdo in aula in estate”, ha spiegato in capigruppo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. La richiesta di inserire il premierato nel calendario di luglio è arrivata direttamente dalla presidente del Consiglio che vuole dimostrare che il partito non ha intenzione di ammainare quella bandiera. Ma è proprio in quel ‘teoricamente’ utilizzato dal rappresentante dell’esecutivo che si cela un ragionamento sui tempi dell’approvazione con cui da tempo in Fratelli d’Italia stanno facendo i conti.