Più attrazione di cervelli dall'estero, anche per compensare l'uscita di quelli locali, e allargamento del perimetro cittadino, per abbassare i costi e provare a dare risposta a fenomeni di espulsione che minacciano giovani e famiglie.
Sono due tra gli spunti più importanti emersi nel panel di apertura del Forum Economia Urbana, di scena a Milano dal 17 al 18 giugno, e promosso dagli assessori allo Sviluppo economico e alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano, Alessia Cappello, e al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa, Emmanuel Conte. Un appuntamento voluto “per aprire un confronto serio e aperto sullo sviluppo di Milano: un ecosistema urbano che trasforma relazioni, competenze e innovazione in crescita condivisa”.
Il forum, come sottolineato da Conte in apertura, “non arriva con risposte precostituite, la domanda che ci poniamo è come mantenere la città in linea con la sua storia secolare”. Ecco quindi il sondaggio delle tante anime che la trainano - dall'accademia all'industria, dal terzo settore alla cultura - per provare a ottenere “non solo approfondimento ma piste di lavoro” (la definizione è della vicesindaco Anna Scavuzzo).
Molti spunti arrivano proprio dal primo incontro (12 complessivi quelli in programma), dal titolo “Milano genera valore: capitale umano, coesione e sviluppo”, che ha riunito, tra gli altri la rettrice dell'Università Cattolica Elena Beccalli, il presidente della Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone; il presidente (uscente) di Assolombarda, Alessandro Spada, la vicesindaca Anna Scavuzzo e numerosi altri ospiti).








