Da molti anni varie voci hanno proposto la nascita di un safe asset europeo. In massima sintesi, i sostenitori ricordano i benefici di una maggiore liquidità, di un più forte ruolo dell’euro e la possibilità di finanziare progetti europei comuni; gli oppositori rammentano invece l’ampio differenziale dei Rating governativi infra euro, paventando un vantaggio solo per i paesi a Rating minore. Vorrei aggiungere al dibattito una riflessione, partendo però da un punto tecnico non sufficientemente esplorato nelle discussioni a Bruxelles, andando quindi a vedere i differenziali di liquidità dei titoli governativi, invece che il differenziale di Rating. Cambio gli occhiali, per analizzare lo stesso fenomeno.
L’analisi
Si guardi a un campione abbastanza ampio di Paesi, composto da: i) alcuni Paesi “frugali” (Lituania e Lettonia); ii) un Paese non euro ma connesso all’euro (Svezia); iii) un piccolo paese euro (Irlanda); iv) due Paesi dal rilevante mercato di titoli governativi (Germania e Italia). Di questi titoli governativi si è poi proceduto a confrontare - come prima approssimazione - i differenziali medi dei prezzi e i differenziali dei relativi rendimenti, in acquisto e in vendita (bid-ask). Nel campione, sulla base dei dati Standard & Poor’s, ad eccezione dell’Italia (BBB+), tutti i Paesi considerati hanno Rating fra A e AAA. Dalla analisi dei dati Bloomberg per i benchmark di ciascuna scadenza, relativi alla media del differenziale dei prezzi (bid-ask price) in acquisto e in vendita nell’arco degli ultimi 12 mesi si evidenzia quanto segue:






