GORGONA. “Lavorare qui è gratificante, ti viene data una responsabilità. E questa responsabilità devi saperla rispettare e mantenere. È qualcosa che a livello umano ti dà grande conforto, in un ambiente come quello del carcere, dove vivere non è facile. Ma stare nella natura aiuta. E la vite ha un che di speciale”. Daniele è il vignaiolo-cantiniere di Gorgona, l’isola che risplende di fronte alla costa livornese, l’ultima colonia penale europea, che accoglie il progetto sociale della vigna gestita da Frescobaldi. Daniele ha 32 anni ed è un detenuto di lungo periodo. Piemontese trasferito in Toscana proprio per aderire al percorso riabilitativo, ha il compito di potare la vite e di affiancare l’enologo nel lavoro in cantina. In un vigneto vista mare di 2,2 ettari che dal 2013 crea emozioni che si propagano e si amplificano, anno dopo anno. Lo si vede negli occhi lucidi di Lamberto Frescobaldi, che si commuove mentre parla della sua creatura; negli sguardi curiosi e un po’ stupiti dei visitatori; nei sorrisi delle guardie penitenziarie. Nella voce tremante dei detenuti.

Daniele, il detenuto cantiniere

Daniele: “Un’opportunità da non perdere”

“La mia famiglia – racconta Daniele al Gusto - non mi ha mai mollato, anzi. Quando ho fatto domanda per venire sull’isola, dal carcere dove mi trovavo in Piemonte, all’inizio i miei genitori e i miei fratelli erano un po' dispiaciuti perché mi sarei allontanato da casa. Prima venivano a trovarmi e a fare i colloqui in presenza. Ma poi hanno capito l’importanza di questa opportunità e mi hanno sostenuto. Una chance del genere non va sciupata. Ho scelto di venire qui per poter lavorare in agricoltura, un settore per cui mi sento portato: arrivo da una famiglia di allevatori di bovini e ovini e sin da piccolo ho sempre operato all’aperto. In realtà non mi ero mai occupato di coltivazioni, ma quando ero ragazzo mi è capitato di aiutare qualcuno, magari nel falciare il fieno, e ho sempre usato il trattore. È per questo che me la cavo molto bene come trattorista. Passare il tempo fra i filari è un’emozione grandissima, qui la giornata di lavoro è piena e il tempo scorre più velocemente. In questo periodo, che prevede la vendemmia, lavoriamo molto. Ho iniziato nel giugno 2023: da allora ogni mattina ho un motivo per alzarmi”.