New York chiama Milano e Milano risponde. E non sorprenderebbe così scorgere una giovane Audrey Hupburn specchiarsi nelle vetrine del nuovo spazio Tiffany & Co. inaugurato ad aprile in via Montenapoleone, all’interno dello storico Palazzo Taverna, sotto le finestre di Venini con le lunette ricreate sulla base di un disegno originale di Gio Ponti, omaggio alle creazioni di vetro colorato di Louis Comfort Tiffany.

«Progettato dall’architetto Peter Marino e ispirato a The Landmark di New York, il nostro store di via Montenapoleone è un polo culturale colmo di arte, eccellenza artigianale, ospitalità», spiega Anthony Ledru, presidente e chief executive officer Tiffany & Co. «Qui è esposta la più grande selezione al mondo di creazioni provenienti dagli archivi della maison. Il negozio è il più grande di Tiffany in Europa e celebra i quasi 200 anni di storia del brand e la creatività italiana».

Da sinistra: Anthony Ledru, presidente e amministratore delegato di Tiffany & Co.; Bernard Arnault, patron del gruppo Lvmh che ha tra i suoi brand la maison di gioielli, e il figlio Alexandre Arnault, deputy ceo di Moët Hennessy.

Con un investimento top secret, ma secondo solo a quello di NY (e in quel caso si diceva di 700 milioni di dollari, anche se si mormora di più...), parliamo di 1.200 metri quadrati, su tre piani, un omaggio alla città che lo ospita, con forti richiami al flagship store sulla Fifth Avenue, più che un punto vendita vuole rappresentare un dialogo con tutte le arti, un luogo aperto a tutti, non solo ai clienti, perché se «l’arte è un gioiello, il gioiello è arte», spiegano dalla maison.