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In attesa di scoprire i risultati delle scatole nere, non è da escludere un'ipotesi molto rara e improbabile ma che può spiegare lo schianto del Boeing 787 Air India dopo pochi secondi dal decollo
Mentre gli investigatori che si occupano di studiare le scatole nere del Boeing 787 Dreamliner di Air India che si è schiantato al suolo 30 secondi dopo il decollo dall'aeroporto di Ahmedabad lo scorso 12 giugno per accertare quali siano state le cause del disastro, prende sempre più corpo un'ipotesi tecnicamente improbabile ma che spiegherebbe la perdita di potenza dell'aereo: il blocco completo di entrambi i motori.
Bisognerà avere ancora un po' di pazienza ma è probabile che già in questa settimana le due scatole nere forniranno agli investigatori maggiori dettagli come le conversazioni nella cabina di pilotaggio oltre ai dati relativi ai motori dell'aereo e alle impostazioni di controllo. Al Corriere della Sera due fonti hanno spiegato che i propulsori GEnx (General Electric next-generation) potrebbero aver smesso di funzionare "in contemporanea" appena dopo che il 787 si è alzato in volo. Non è escluso che problematiche ai motori siano comparse già durante la rincorsa in pista quando ormai sarebbe stato troppo tardi per non proseguire nella manovra.













