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Ultimo aggiornamento: 7:04
Le élites iraniane potrebbero rifugiarsi a Caracas in caso di crisi o caduta del governo. E alcune proprietà in Venezuela risulterebbero già acquistate dai vertici di Teheran. Alcuni di loro – banchieri, imprenditori e membri dell’Intelligence – hanno già raggiunto il Paese sudamericano dopo i massicci attacchi con cui Tel Aviv ha colpito target strategici e parte dei vertici dello Stato.
Iran, i rischi per l’America – Finora gli Stati Uniti si sono limitati a intervenire in chiave difensiva intercettando anche missili iraniani giunti nello spazio aereo israeliano e dispiegando le proprie navi nel Mediterraneo orientale. A sua volta il presidente Usa Donald Trump non ha negato il “possibile” coinvolgimento di Washington nella guerra. Ma l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha denunciato la “deliberata assistenza” Usa nei “crimini e gravi violazioni commessi” dal regime israeliano. Ora le basi militari statunitensi nella regione – insieme a quelle di Parigi e Londra – restano sotto il mirino di Teheran. E non solo. Dal Venezuela – dove l’Iran vanta una crescente presenza militare – il raggio di azione iraniano potrebbe raggiungere il Continente americano sulla sponda sud dei Caraibi, grazie ai droni Mohajer-2, Mohajer-6 e Shahed-131. “Ribadiamo la nostra assoluta solidarietà con la Repubblica Islamica di Iran”, ha detto il presidente venezuelano Nicolas Maduro, unendosi alle dichiarazioni degli alleati Russia e Cina e di altri Paesi. Maduro ha anche rivendicato le sue origini sefardite per denunciare “il conflitto geopolitico” e dire “no al nuovo nazi-sionismo” e chiedere “rispetto al diritto internazionale”.






