La pigrizia, il fatto di sentirsi bene e non avere disturbi particolari o addirittura per un italiano su cinque il dubbio che sia necessario mettere mano al portafogli. Ecco le ragioni principali per le quali gli italiani in maggioranza continuano a snobbare gli screening, strumenti di prevenzione assolutamente gratuiti e a disposizione di tutti i cittadini che rientrano tra le categorie per fasce d'età per i quali sono raccomandati: nel 2023 la lettera di invito a partecipare a uno screening è arrivata a quasi 16 milioni di italiani, ma poi hanno deciso di partecipare ai test previsti nelle Asl meno della metà e cioè 6,9 milioni (6,3 milioni sono quelli delle fasce d'età target), con il Sud che resta indietro dove partecipa meno di uno su tre. Una scarsa adesione che secondo recenti stime di Gimbe significa oltre 50mila diagnosi di tumore mancate e quindi un pericoloso ritardo nelle cure che potrebbe essere in molti casi fatale.
«Il 40% dei tumori si può prevenire agendo sui fattori di rischio e aderendo ai programmi gratuiti di screening del servizio sanitario pubblico», ha ricordato ieri il ministro della Salute Orazio Schillaci aprendo gli Stati generali della prevenzione a Napoli, il primo appuntamento di questo genere che punta a scommettere di più proprio sulla Cenerentola del Servizio sanitario nazionale. Prevenzione che «deve essere sempre più patrimonio di tutti perché è il miglior farmaco per vivere meglio e più a lungo», ha ribadito nel suo video messaggio anche la premier Giorgia Meloni. Oggi il Ssn spende per legge il 5% delle sue risorse in prevenzione - circa 6,7 miliardi nel 2024 (300 milioni in più dell'anno prima) - e sicuramente non bastano tanto che si sta studiando di alzare l'asticella ad almeno l'8%% del Fondo sanitario: «Vogliamo aumentare questa percentuale e in questa direzione va anche il lavoro che stiamo portando avanti con il Mef, grazie alle nuove regole di bilancio europee, affinché la spesa per la prevenzione sia considerata a tutti gli effetti un investimento», ha insistito Schillaci.








