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16 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 20:40
Sembrava dovesse essere l’unica app a rimanere “pura” della galassia di Meta, che – ricordiamolo – include Facebook e Instagram. E invece, Mark Zuckerberg è riuscito dopo quasi un decennio a portare a compimento quello che era probabilmente il suo progetto iniziale e a inserire anche WhatsApp nella triade della pubblicità. E questo, vedremo, è un problema per i regolamenti dell’Ue che sia Zuckerberg che Trump ritengono essere troppo restrittivi e che ostacolano il progresso tecnologico. Ancora di più se si tiene conto del fatto che le varie piattaforme potrebbero scambiarsi informazioni. Ma partiamo dai dati tecnici.
Stato e canali – La pubblicità arriverà su Whatsapp per due strade. Con inserzioni negli “stati”, i contenuti che durano 24 ore al massimo (un po’ come già accade tra una storia e un’altra di Instagram) e anche tramite canali promozionali per brand e aziende che potranno essere a pagamento in abbonamento mensile per fidelizzare il pubblico, il quale riceverà contenuti esclusivi. Una pratica che potrebbe essere utile, ad esempio, per chi crea contenuti e voglia monetizzare ciò che su Telegram finora è ad esempio gratuito. Ci sarà l’opzione “canali promossi” con cui “per la prima volta gli amministratori dispongono di un modo per aumentare la visibilità” del proprio spazio. La sezione ‘Aggiornamentì di WhatsApp che ospita appunto sia i canali sia gli stati viene “utilizzata da 1,5 miliardi di persone ogni giorno”.











