(di Francesca Chiri) Dall'intelligenza artificiale all'intelligenza naturale: passano di qui il futuro e la sopravvivenza delle nostre città.
Intanto, però, l'intelligenza naturale o, meglio ancora, "l'intelligenza vegetale" sbarca al Maxxi come progetto di ri-generazione dello spazio museale e come apripista di un nuovo approccio architettonico capace di ripensarsi come fondamento di rigenerazione verde delle città.
Il Museo delle Arti del XXI secolo è pronto ad ottobre a partire con il progetto del Grande Maxxi, un piano di interventi che ridisegneranno gli spazi esterni in dialogo con quelli interni, con la creazione, tra l'altro, di un giardino pensile, di una gradinata alberata che farà da quinta ad una grande piazza, anch'essa alberata, e la creazione di un vero e proprio parco verde. E a ridisegnare questi spazi il museo ha chiamato uno dei più importanti architetti del paesaggio contemporanei: Bas Smets.
Reduce dal lavoro appena realizzato per Villa Medici, dove ha ridisegnato il giardino dei limoni, valorizzando il giardino segreto di Ferdinando de' Medici, con la sua veduta panoramica su Roma, l'architetto paesaggista è parte del team multidisciplinare guidato dallo studio Lan che, nell'ambito del Grande Maxxi, ha progettato Maxxi Hub, il nuovo edificio sostenibile e multifunzionale per ospitare nuove attività del Museo, e Maxxi Green, il parco urbano lineare di 7200 mq. A lui è stata affidata anche la progettazione di un significativo intervento di depaving nella piazza del museo con l'inserimento di nuovi alberi e piante, senza alterare le direttrici architettoniche disegnate da Zaha Hadid. L'architetto ha presentato al Maxxi i suoi ultimi progetti tra Francia, Belgio e Italia tra cui il Parc des Ateliers ad Arles, i giardini di Notre-Dame di Parigi, il Padiglione del Belgio alla Biennale Architettura di Venezia, e illustrato i primi "schizzi" del lavoro che intende realizzare per il museo romano, partendo, ha precisato, "dalle linee" che caratterizzano il progetto di Zaha Hadid, noto proprio per le sue linee fluide e dinamiche, che creano un'esperienza spaziale unica e innovativa. Una fluidità che verrà rispettata ed anzi sottolineata maggiormente da questi corridoi verdi che renderanno sempre più ospitali gli spazi esterni del museo.







