“Spero che tu stia bene, Willi e io vorremmo presentarvi Rexal Ford, lo sceneggiatore, direttore e uno dei produttori del film, lui è a Roma. Rexal sta solo aspettando le disponibilità per completare il cast, il budget si aggira intorno ai 3 milioni di euro: vorremmo che considerassi l’ipotesi di diventare coproduttore italiano e che ti occupassi dell’accesso al tax credit. Rexal avrebbe piacere di incontrarti il prima possibile e se sei interessato può inviarti per mail l’ultima versione della sceneggiatura”.
Rexal Ford, l’ultimo depistaggio prima della fuga: “Lei è tornata dall’ex, vado in Inghilterra”
di Andrea Ossino
Con una e-mail inoltrata alle 18.49 del 28 aprile scorso, un produttore inglese ha messo in contatto Rexal Ford, il sedicente regista americano arrestato per l’omicidio della neonata trovata morta di Villa Pamphili e per l’occultamento del cadavere della madre, con la primaria società di consulenza cinematografica a Roma, con sede in via Mercati. Ford cercava un finanziatore per girare una commedia, una vicenda tutta intrecciata intorno alla figura di un cuoco che apre un ristorante in Italia dal titolo “Food Fight”.
La sceneggiatura, che il quarantaseienne aveva già scritto, era ambientata a Malta e Ford si era fatto mettere in contatto con la società di consulenza per una “relocation” in Italia. Così il 7 maggio l’uomo arriva in taxi negli uffici in via Vimercati, in compagnia della donna e della neonata. “Non sembrava affatto un senzatetto – spiegano i dirigenti della società – è arrivato vestito con una giacca in pelle, i jeans, una maglietta e un paio di scarpe da tennis”. Insomma, una tenuta casual, come sono abituati a vestire molti registi americani. “Con lui c’erano anche la donna e la bambina – ricordano alla società, che ora ha raccontato tutto alla squadra mobile – non ci abbiamo trovato nulla di strano. Loro hanno aspettato in una saletta, non hanno partecipato all’incontro”.













