Un nuovo libro fotografico edito da Taschen, racconta la donna dietro la diva
di Germano D’Acquisto
C’è un momento, in uno degli scatti firmati da Peter Lindbergh, in cui Tina Turner non canta, non balla, non lancia sguardi da regina del rock. È lì, in piedi, contro il cielo opalescente di Parigi, come se stesse per prendere il volo — e forse lo sta facendo, solo che noi, più che vederlo, lo intuiamo. È questa la magia del libro Tina Turner by Peter Lindbergh, pubblicato da Taschen in una sontuosa edizione da 224 pagine: non si limita a mostrarci la diva, ci sussurra all’orecchio chi era la donna.
Intendiamoci: la leggenda è tutta lì, in piena forma. Capelli leonini, gambe leggendarie, risate che sembrano rompere la pellicola. Ma c’è anche l’altra Tina — quella che solo gli amici veri, e i fotografi bravi davvero, riescono a vedere. Lindbergh, che con lei ha condiviso un’amicizia di lunga data e una complicità artistica degna delle migliori coppie della Nouvelle Vague, non si è mai limitato a ritrarla. L’ha interpretata, l’ha attraversata con lo sguardo e con la luce. E Tina, che non era certo tipo da farsi dire cosa fare, con lui si è lasciata andare: “Eravamo partner in crime. Lui era disposto a provare tutto – e anch’io! Insieme abbiamo fatto magie”, ha scritto. E ci crediamo sulla parola.






