BELLUNO - Fabrizio Poncato aveva una cardiopatia, ma non lo sapeva. E probabilmente è stato proprio quel problema al cuore, mai visto e mai neppure segnalato, a costargli la vita. Le certezze verranno con il proseguo delle indagini e con l'ufficializzazione degli esiti dell'autopsia, ma intanto comincia ad assumere contorni più nitidi la tragedia che si è consumata nella tarda serata di venerdì a Soccher (Ponte nelle Alpi). Un diverbio con un vicino di casa, qualche parola di troppo, un litigio che assume i contorni di uno scontro fino a diventare vera e propria colluttazione. E poi la fine, inattesa, con un uomo che resta a terra, esanime.

La domanda fin da subito era stata una sola: c'è un responsabile della morte di Poncato? Il vicino di casa con cui era scoppiata la lite, Daniele Burigo, ha un coinvolgimento diretto? L'autopsia effettuata ieri dal medico legale, il dottor Antonello Cirnelli, sembrerebbe dire che la colpa è nel cuore stesso di Poncato. E in un problema cardiaco mai ravvisato prima e di cui lo stesso Poncato non sembrava essere mai venuto a conoscenza. Saranno gli ulteriori approfondimenti a confermarlo, ma dalle prime indiscrezioni emergerebbe un quadro dai contorni un po' più nitidi. La dinamica infatti sembrerebbe essere quella di una scazzottata, come era sembrato fin da subito. Ma il finale sarebbe diverso da quanto si poteva immaginare inizialmente. Poncato e Burigo, insomma, sarebbero andati oltre il litigio verbale, scoppiato per vecchie ruggini di vicinato, e sarebbero passati dalle parole - grosse forse - alle mani, come sembrava fin dalle prime ore dopo la tragedia. L'esame cadaverico avrebbe confermato che sono stati sferrati alcuni colpi alla testa e al volto di Poncato da parte di Burigo. Come avrebbe confermato anche la caduta di schiena dell'uomo, a seguito di un pugno o di una spinta. Ma pare che l'autopsia abbia fatto emergere anche che Poncato si sarebbe rialzato subito dopo quella prima caduta. E poi, senza altri colpi o spinte, sarebbe ricaduto a terra, stroncato da un attacco cardiaco, senza alcuna possibilità di rialzarsi una seconda volta. E in quel frangente, Burigo si sarebbe subito precitato verso l'uomo, nel tentativo disperato ed estremo di soccorrerlo e di prestargli le prime cure (senza sapere che qualsiasi tipo di soccorso era ormai inutile e vano).