PORDENONE - Scende in campo anche il Ris di Parma per far chiarezza sull’infortunio mortale del 25 marzo scorso alla Stm Srl di Maniago, azienda della provincia di Pordenone specializzata in stampaggi a caldo. Quella notte Daniel Tafa è morto trafitto da due pezzi di metallo poco dopo l’inizio del turno. Aveva 22 anni, festeggiati poche ore prima in famiglia nella vicina Vajont. L’autopsia ha stabilito che a “sparare” quella sorta di proiettili, che lo hanno colpito quando era di spalle rispetto al macchinario a cui stava lavorando, è stato uno stampo-pressa. Uno, meno lesivo, lo ha ferito a un gluteo provocandogli la frattura del bacino. L’altro è stato letale. Il medico legale Antonello Cirnelli non è stato in grado di recuperare alcun elemento metallico nel corpo del ragazzo: le schegge che lo hanno ucciso sono fuoriuscite. Non è stato nemmeno possibile comprendere se a ucciderlo sia stato un pezzo del macchinario o del manufatto metallico che Tafa stava modellando. È su tutte le schegge e i frammenti di metallo trovati accanto al corpo del ragazzo che ora la Procura chiede accertamenti.
Daniel Tafa, in campo i Ris per ricostruire l’incidente sul lavoro. L'autopsia non ha chiarito da dove arrivavano le schegge che l'hanno trafitto
PORDENONE - Scende in campo anche il Ris di Parma per far chiarezza sull’infortunio mortale del 25 marzo scorso alla Stm Srl di Maniago, azienda della provincia di Pordenone specializzata in...






