NEW YORK. «Assisteremo ad attacchi missilistici senza precedenti da parte dell’Iran, e di una accelerazione per la creazione della bomba atomica da parte di Teheran». A parlare è l’Hojjatoleslam Mostafa Milani Amin, una delle massime rappresentanze politico- religiose dell’Iran. Cosa succederà ora da parte iraniana? «Sicuramente ci sarà un massiccio attacco missilistico, ma a mio parere conta più la legittimazione della bomba atomica. A breve l’Iran annuncerà ufficialmente l’uscita dal Trattato di non proliferazione». L’inizio di una nuova fase quindi? «Il Medio Oriente sta attraversando una fase di transizione profonda, in cui le vecchie linee di frattura non sono scomparse, ma si sono intrecciate con nuove dinamiche. La normalizzazione dei rapporti tra Israele e alcuni Paesi arabi - avviata con gli Accordi di Abramo - ha ridisegnato l’architettura strategica della regione, anche se le operazioni militari a Gaza hanno incrinato la legittimità di alcuni di questi accordi agli occhi delle opinioni pubbliche. In parallelo, l’Asse della Resistenza ha subito colpi durissimi: dall’uccisione del generale Qassem Soleimani a quella di Ismail Haniyeh a Teheran, fino alla morte di Yahya Sinwar a Rafah e di Hassan Nasrallah a Beirut. È la prima volta che, nel giro di pochi mesi, quasi tutti i vertici simbolici e operativi di questo fronte vengono eliminati. Per l’Iran, si tratta di una perdita strategica e simbolica insieme, che impone una riflessione sulla sostenibilità del modello di deterrenza regionale».