Non è solo una questione di aumentare la vigilanza antiterrorismo, peraltro già da anni ai massimi livelli, fin dal 2015 con gli attacchi a Parigi e poi in mezza Europa. L’escalation fra Israele e Iran apre in Italia tre fronti che potrebbero incidere, come mai prima sulle misure di sicurezza che saranno approntate nelle prossime settimane: il rischio di iniziative di protesta estemporanee che si uniscono alle manifestazioni di piazza autorizzate, la saldatura tra frange estreme dei movimenti antagonisti e di quelli pro Gaza con il pericolo di radicalizzazione di soggetti che potrebbero agire nel nostro Paese — con lo spettro di «cani sciolti», ma anche la formazione di cellule dopo quelle sgominate negli anni passati — e un’impennata di arrivi di migranti, negli ultimi anni più volte strumento di pressione politica internazionale utilizzato da alcuni Stati.
Israele-Iran, più misure di sicurezza su sinagoghe e altri obiettivi. Piantedosi: in allerta per l’estremismo islamico
Il ministro dell’Interno: esiste la possibilità che si rimetta in moto il circuito che ha portato alcuni a radicalizzarsi. Rafforzate le misure di controllo sugli obiettivi sensibili. I timori di tensioni nelle piazze e di un’impennata negli arrivi di migranti











