"Non si tratta di un'operazione: è una guerra, pianificata e condotta a 1.500 chilometri da casa": così alti ufficiali dell'Idf hanno definito gli attacchi di Israele contro il programma nucleare, la leadership militare e l'arsenale missilistico dell'Iran, che secondo un funzionario che ha parlato con lo Wall Street Journal "dureranno 14 giorni". È un'azione "in evoluzione" e questo era "il miglior momento" per "portare a termine la missione", hanno spiegato le forze militari di Israele. Un'analisi di quanto accaduto che è stata confermata anche da Danny Citrinowicz, ricercatore senior presso l'Institute for National Security Studies di Tel Aviv. "Israele ha attaccato in questo momento perché aveva un'opportunità d'oro. L'Iran era molto debole ed esposto ma, allo stesso tempo, ogni giorno che passava stava ricostruendo le sue capacità militari e andando avanti con le sue attività relative al programma nucleare", ha riferito a Lapresse Citrinowicz, che ha ricoperto per 25 anni diverse posizioni di comando presso le unità dell'Israel Defense Intelligence.