I dati parlano chiaro. "Attualmente le unità in servizio si attestano intorno a 12.000. Siamo a ben meno della metà e questo rende chiara l’idea di come serva un impegno immediato della politica atto ad irrobustire le fila degli infermieri di famiglia e comunità che, in altre nazioni europee, ha trovato la collocazione che merita. Come dimostra il ruolo di grande importanza che riveste, ad esempio, in Gran Bretagna dove oltre che ad occuparsi dell’assistenza, in special modo di anziani, bambini e malati cronici possono, al termine di una formazione specifica, prescrivere medicinali", ha spiegato Giuliano. E in Italia? "La figura rimane confinata ad un ruolo per ora marginale. Chiediamo allora che venga prevista una programmazione che si aggiunga ad adeguati e specifici riconoscimenti in termini di emolumenti e professionali così da dare il giusto valore al percorso di formazione compiuto per un ruolo che andrebbe sempre più valorizzato”, ha concluso il sindacalista.