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10 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:15
In un Paese in cui cresce sempre di più la domanda di assistenza, provocata dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle malattie croniche, la figura professionale dell’infermiere dovrebbe essere ben valorizzata. Invece le retribuzioni inadeguate, i carichi di lavoro eccessivi, le poche possibilità di carriera e lo scarso riconoscimento sociale l’hanno progressivamente indebolita. In Italia, ne mancano più di 65mila – anche se secondo i sindacati di categoria la carenza è molto maggiore – e nei prossimi anni questa drammatica penuria di personale peggiorerà, visto che sempre meno giovani scelgono di intraprendere questa professione: quest’anno, ai test di ammissione ai corsi di laurea in Infermieristica, il numero complessivo di domande non coprirà il numero di posti messi a bando. I questionari di ingresso si sono svolti l’8 settembre in 41 atenei pubblici, in tutto il Paese. I posti disponibili sono 20.699. Le domande di ammissione solo 19mila. Ma il numero di iscritti può ingannare, perché l’esperienza degli scorsi anni insegna che non tutti i candidati che si presentano ai test risultano poi iscritti a Infermieristica alla fine del primo anno di corso. Quindi, la differenza tra posti messi a bando e professionisti sarà ancora più ampia. E resta ancora da capire quale sarà la ricaduta sul corso di laurea in Infermieristica delle novità introdotte dalla riforma del test d’ingresso a Medicina.










