Il presunto assassino di madre e figlia trovate morte lo scorso sabato a Villa Pamphili è stato fermato dalla polizia in Grecia, a Skiathos. A portare all’uomo la cella telefonica agganciata dal suo cellulare, che ha circoscritto la zona in cui si trovava. Sarebbe arrivato sull’isola greca pochi giorni dopo l’omicidio della piccola, per poi confondersi tra i turisti.
Madre e figlia trovate morte a villa Pamphilj, erano cittadine americane: ecco chi sono. Identificato anche il killer: è fuggito all'estero
Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal sostituto procuratore Antonio Verdi, hanno così chiuso il cerchio sul giallo di Villa Pamphilj. La Squadra mobile e lo Sco, che hanno condotto le indagini, sono risaliti all’identità della 30enne e di sua figlia di circa 8 mesi, ma anche dell’uomo, incrociando diverse segnalazioni. Tutti e tre americani, provenienti però da zone diverse, lui con tratti latini, lei e la bimba molto chiare di carnagione. Di qui il sospetto che non fosse il padre della piccola. Fondamentale quella di un telespettatore che ha chiamato il programma “chi l’ha visto?” lo scorso mercoledì per raccontare di aver visto, la sera del 20 maggio, intorno alle 22, un uomo - che parlava italiano - e una donna che litigavano in zona Campo de’ Fiori. Con loro la bimba di pochi mesi. La persona che ha segnalato l’accaduto ha anche raccontato che per quella lite - nella quale l’uomo aveva picchiato la 30enne - era intervenuta una volante che aveva identificato entrambi.











