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13 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:33
“L’immagine è quella di noi felici, orgogliosi di un’impresa incredibile e allo stesso tempo tristi, consapevoli che quella fosse l’ultima di quel gruppo”. Un clima da cena post maturità insomma, quello che accompagna gli ultimi momenti di quel Ravenna di Guidolin che 32 anni fa per la prima volta arrivava in Serie B. C’era Baldini, c’era Buonocore, c’era Zauli, un portierone come Toldo e un centrocampista dai piedi buoni e dal cervello veloce come Cristiano Scapolo. Proprio Scapolo ricorda quella promozione e non solo: “Quel Ravenna era una squadra fortissima e aveva il miglior allenatore che ho avuto in carriera che è Francesco Guidolin: ci aveva trasformato in una vera e propria orchestra in cui ognuno sapeva esattamente cosa fare. D’altronde lui era giovane e aveva le idee chiare: si proponeva come erede di Sacchi”.
Un Ravenna che vola dopo un inizio difficile, poi un girone di ritorno super e la festa: “Incredibile, ma sapevamo che saremmo andati via tutti: da Toldo a Torrisi, io seguii Guidolin all’Atalanta”. Un’avventura che parte con un gol all’esordio: “In una partita incredibile: è vero, il Cagliari con Radice era in difficoltà, ma noi andavamo a mille all’ora, aprii io le marcature facendo il primo gol della stagione nerazzurra, poi finì 5 a 2, cominciammo bene, ma bene non andò”.








