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I reati ipotizzati dagli inquirenti sono falso, truffa e falsa attribuzione di valori altrui

Il sospetto di una tesi copiata e alcuni accertamenti sulla laurea conseguita. La Procura di Napoli ha iscritto Maria Rosaria Boccia nel registro degli indagati nell'ambito di una inchiesta che mira a fare luce sulla sua laurea in economia. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono falso, truffa e falsa attribuzione di valori altrui. I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli hanno eseguito delle acquisizioni documentali nelle università Parthenope, Pegaso e Luiss Guido Carli. Lo riportano Il Mattino e Repubblica.

Secondo quanto emerge dalle indagini, Boccia sarebbe accusata di falso e truffa per presunte irregolarità nel passaggio dall’Università Parthenope - dove aveva cominciato il suo percorso — all’università telematica Pegaso, dove ha poi conseguito la laurea. Ma non basta. Oltra alla sua laurea a finire nel mirino è la stessa tesi con il quale si è laureata: le accuse includono anche la presunta appropriazione indebita di una tesi altrui. Si tratterebbe di un caso di plagio che, se confermato, rischia di aggravare la sua posizione. La denuncia riguarda il plagio da parte dell'imprenditrice di una tesi presentata da una studentessa della Luiss intitolata "Il Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un'eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica". La tesi invece, datata 2019, è già stata presa in esame. Maria Rosaria Boccia, giova ricordarlo, si è laureata alla Pegaso in Economia e Management con il punteggio di 91/110.