Dopo oltre vent'anni siamo finalmente giunti al traguardo di un nuovo Contratto nazionale Aris/Anmirs per la dirigenza medica degli Ospedali Classificati. La ratifica dell'ipotesi di intesa 2016/2018 è divenuta realtà nonostante i diversi ostacoli dovuti soprattutto all'assenza di idonee coperture da parte delle Istituzioni competenti. Più volte l'Aris ha segnalato che il principio contenuto nel Dlgs 502/1992, secondo cui il sistema remunerativo della sanità accreditata deve essere correlato anche ai costi della produzione (primo tra tutti quello del lavoro), non viene applicato da molto tempo, cosicché le strutture private si trovano nella condizione di incrementare la retribuzione dei propri collaboratori senza poter contare su idonei adeguamenti delle proprie entrate.
L'incoerenza di tutto questo è ancora più evidente se si guarda all'ospedalità classificata, la quale, sebbene consustanziale al Servizio sanitario nazionale (come ribadito più volte dalla Cassazione, da ultimo nel 2024), non è affatto parificata alla sanità pubblica sotto il profilo economico, soggiacendo peraltro, secondo le più recenti pronunce dei Giudici amministrativi, alla disciplina dei budget al pari di tutte le strutture accreditate. Dopo tanti anni, tale prassi non è più sostenibile e, per questo, è necessaria una profonda riforma del sistema.








