Se vince il ristorante, vince tutto il territorio. Ad attendere i risultati della World’s 50 Best Restaurants non saranno quindi solo gli chef, ma anche i loro vicini di casa, specie se si tratta di operatori turistici, colleghi ristoratori o albergatori. Essere nella lista dei 50 migliori ristoranti al mondo è un traguardo che proietta una insegna e il territorio in cui opera in un mappa mondiale preziosa e ambita: il carnet d’adresses di una clientela disposta ad arrivare da qualunque parte pur di sedersi a quella tavola.L’inserimento di un ristorante nella prestigiosa lista dei World’s 50 Best Restaurants si traduce in un potente volano economico e turistico per l’intero territorio circostante.

Questo fenomeno è stato ampiamente documentato in Italia attraverso lo studio “Taste Tourism”, condotto dall’agenzia di marketing turistico JFC di Massimo Feruzzi per la Guida Michelin. Secondo i dati raccolti, nel 2023 la ristorazione stellata ha accolto 2,4 milioni di clienti, generando un indotto complessivo di 438 milioni di euro, con una previsione di crescita a 498 milioni nel 2024. Di questa cifra, 355 milioni sono stati spesi nel settore alberghiero, 48 milioni nel commercio e 35 milioni nei servizi locali. Ogni ristorante con una stella ha prodotto un impatto medio di 805mila euro, mentre i locali bi-stellati e tri-stellati hanno raggiunto rispettivamente 2,4 milioni e 6,5 milioni di euro.Questi dati, sebbene riferiti alla Guida Michelin, offrono un quadro utile per comprendere l’effetto moltiplicatore che può avere anche un riconoscimento come quello dei 50 Best.