Tra acquisti record e prezzi ai massimi storici, l’oro ha scalzato l’euro nei forzieri delle banche centrali, piazzandosi nel 2024 al secondo posto (dopo il dollaro) tra gli asset che costituiscono le riserve. Ma proprio mentre uno studio della Banca centrale europea certifica il sorpasso – e le potenzialità ancora inespresse della nostra valuta comune – ecco che sui mercati l’oro viene a sua volta superato, in termini di performance, da un altro metallo prezioso.
Le quotazioni del platino adesso segnano un rialzo di quasi il 40% da inizio anno, contro il +29% (comunque eccezionale) del metallo giallo. Una volata, quella del platino, che si è accompagnata alla riscossa dell’argento: in entrambi i casi il risveglio, dopo un lungo torpore, è iniziato ad aprile, mese in cui l’oro ha aggiornato per l’ennesima – e finora ultima – volta il massimo storico a quota 3.500 dollari l’oncia.
La corsa dei metalli preziosi minori, cui si è unito anche il palladio, ha progressivamente guadagnato fiato, con uno sprint a giugno che ha permesso al platino di battere – come si diceva – la performance dell’oro, superando solide resistenze tecniche e spingendosi al record da oltre quattro anni: 1.286,74 dollari l’oncia, toccati mercoledì 11.







