Cuore di papà se lo sentiva: «Ilaria non sarebbe mai andata in quella casa di sua spontanea volontà» dice Flamur Sula dalla sua casa di Terni. Settanta giorni dopo il ritrovamento del corpo di Ilaria — segregato in un trolley rotolato fra i rovi di una scarpata — la voce dell’uomo suona convinta, quasi pacificata di fronte alla notizia. Mark Samson, è la novità investigativa, avrebbe attratto sua figlia in casa con qualche stratagemma, quindi l’avrebbe aggredita e uccisa. La premeditazione che i pm ritengono ora provata era fin qui solo un sospetto, un pensiero ricorrente fra i tanti circolari di Flamur e Genzine Sula, babbo e mamma della studentessa della Sapienza.