«A 31 anni sono un atleta in pensione. Ma vuole sapere la verità? È dannatamente difficile capire cosa sia una vita normale». Tom Daley è in video collegamento dalla sua casa a Los Angeles. Il suo studio sembra una merceria con gli scaffali che traboccano di gomitoli di lana colorati. Lo avevamo lasciato ai Giochi di Parigi con l’argento al collo nel sincro misto dalla piattaforma. La gara d’addio del ragazzino prodigio che dal primo tuffo a 7 anni è riuscito a diventare una icona dello sport britannico e mondiale. Cinque Olimpiadi e cinque medaglie, quattro ori mondiali, il primo a 15 anni ai Mondiali di Roma 2009. «La piscina del Foro Italico è nel mio cuore. Ho il rammarico di non aver girato l’Italia come avrei voluto. Devo tornarci, adesso ho più tempo libero…».
Tom Daley: «Senza tuffi una parte di me è morta. A 10 anni dissi ai miei genitori che mi sarei buttato dalla finestra»
Il ragazzino prodigio diventato una leggenda olimpica con 4 ori in cinque edizioni: «Mi allenavo dall'altra parte del mondo e mi sentivo solo, soffrivo di insonnia. Ho svelato la mia omosessualità perché volevo essere me stesso»






