AVenezia si sa veramente poco delle nozze annunciate tra il "boss" di Amazon Jeff Bezos e l'ex giornalista Lauren Sanchez.

Ma cominciano i mugugni e le proteste di chi non vuol vedere la città lagunare sfruttata come palcoscenico di eventi mondani, ulteriore stimolo al turismo che la sta soffocando.

Stamani uno striscione con "Bezos" cancellato da una "X" rossa è stato srotolato dal campanile della Basilica di San Giorgio, nell'omonima isola di Venezia. A rivendicare il blitz alcuni attivisti che si sono dati il nome "No Space for Bezos".

"Venezia non è in vendita - hanno detto in una nota - non è in affitto, non è il fondale per le nozze di uno degli uomini più ricchi del mondo". E domani pomeriggio al mercato di Rialto è preannunciata un'assemblea pubblica dei "No Bezos", per "una grande manifestazione comune ma anche tante piccole iniziative di protesta".

Una mobilitazione che l'amministrazione comunale non condivide e non gradisce: "Dopo i No Mose e i No Tav - ha detto l'assessore comunale al Turismo, Simone Venturini - ci mancavano solo i 'No Grandi Matrimoni'. Faccio fatica a comprendere come un evento privato del genere, che non causerà alcun tipo di stress per la città, possa essere considerato nocivo. Venezia ha già accolto manifestazioni più complesse e impattanti. È evidente che ci troviamo di fronte all'ennesimo sfruttamento narcisistico di Venezia da parte dei soliti noti dei centri sociali".