A Venezia iniziano le proteste contro le nozze blindate tra Jeff Bezos – il magnate proprietario di Amazon e del Washington Post – e l'ex giornalista Lauren Sanchez. Si sa ancora poco del matrimonio, ma già si fa sentire chi non vuol vedere la città lagunare sfruttata come palcoscenico di grandi eventi mondani, ulteriore stimolo al turismo di massa. Questa mattina uno striscione con su scritto "Bezos" cancellato da una "X" rossa è stato srotolato dal campanile della Basilica di San Giorgio, nell'omonima isola di Venezia. A rivendicare il blitz alcuni attivisti che si sono dati il nome "No Space for Bezos". "Venezia non è in vendita – hanno detto gli attivisti in una nota – non è in affitto, non è il fondale per le nozze di uno degli uomini più ricchi del mondo".

L’assemlea dei “No Bezos”

Domani pomeriggio, al mercato di Rialto, è preannunciata un'assemblea pubblica dei "No Bezos", per "una grande manifestazione comune ma anche tante piccole iniziative di protesta". Una mobilitazione che l'amministrazione comunale non condivide: "Dopo i No Mose e i No Tav – dice l'assessore comunale al Turismo, Simone Venturini – ci mancavano solo i «No Grandi Matrimoni». Faccio fatica a comprendere come un evento privato del genere, che non causerà alcun tipo di stress per la città, possa essere considerato nocivo. Venezia ha già accolto manifestazioni più complesse e impattanti. È evidente che ci troviamo di fronte all'ennesimo sfruttamento narcisistico di Venezia da parte dei soliti noti dei centri sociali".