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Brian Wilson, cantante e fondatore dei Beach Boys e principale artefice di alcuni degli album più originali e apprezzati del pop e del rock dello scorso secolo, è morto a 82 anni. L’annuncio della morte è stato dato dai figli. Nel maggio dello scorso anno era stato posto sotto tutela legale a causa dell’aggravarsi dei suoi problemi di salute mentale, che aveva, in varie forme, sin dagli anni Sessanta.

Considerato uno dei più importanti musicisti del Novecento, Wilson è ricordato non soltanto per il suo gusto per le melodie e le composizioni, ma anche per le innovazioni che ha apportato nelle tecniche di registrazione: ispirato dal lavoro del leggendario produttore discografico Phil Spector, con dischi apprezzatissimi come Pet Sounds e l’ambizioso progetto incompiuto Smile sperimentò con sovraincisioni, arrangiamenti orchestrali, armonie vocali complesse e suoni inconsueti nel mondo della musica rock e pop.

La sua capacità di fondere accessibilità melodica e sofisticazione sonora è stata molto influente: negli anni musicisti anche lontanissimi tra loro per età e genere musicale di riferimento lo hanno citato come fonte d’ispirazione. Tra questi ci sono Paul McCartney, Thom Yorke, Sufjan Stevens, Brian Eno e i Flaming Lips, solo per citarne alcuni.