Le famiglie italiane sostengono direttamente circa 45 miliardi di euro all'anno in spese sanitarie "out of pocket", di tasca propria in aggiunta ai contributi al Ssn, "a fronte di un servizio pubblico sotto crescente pressione.
Si tratta di una situazione che, in assenza di soluzioni adeguate, può condurre a conseguenze molto negative come stress finanziari sulle strutture pubbliche, livelli di servizio inadeguati o, addirittura, rinuncia alle cure".
Lo ha sottolineato il presidente dell'Ania, Giovanni Liverani, in auduzione alla Commissione banche.
"Il Servizio Sanitario Nazionale resta un pilastro irrinunciabile di equità sociale e di diffusione della salute e, là dove funziona, ci viene invidiato in tutto il mondo.
Ma, per mantenerlo in vita, - ha precisato - è necessario rafforzare questo modello con un secondo e un terzo pilastro, analogamente a quanto fatto con il sistema pensionistico. Gli sforzi del Governo per ridurre le liste d'attesa e gli investimenti previsti dal Pnrr rappresentano passi importanti, ma non sufficienti".






