Due mercati, le telecomunicazioni e i servizi digitali, sottoposti a regole diversamente gravose, dirette ad assicurare la competitività di piazze strutturalmente allergiche alla concorrenza. Quello delle TLC, a eccezione del recente assetto italiano, ha un operatore verticalmente integrato, proprietario della rete e fornitore del servizio di telefonia fisso ai clienti finali. Quello dei servizi digitali ha un’infrastruttura virtuale, es. la piattaforma di Amazon, indispensabile per vendere prodotti altrui al cliente finale. Possiamo scrivere la seguente equazione: la rete fissa: TLC=le piattaforme: ai Gatekeeper di contenuti digitali. La presenza di un’infrastruttura essenziale, rete o piattaforma, giustifica un corpo di regole, che impone ai rispettivi operatori comportamenti virtuosi. Dove la virtù significa divieto per il dominante di comportarsi da monopolista, escludendo gli altri competitor o danneggiando i clienti finali. Guardiamo con la lente d’ingrandimento il mercato delle TLC. Qui le norme obbligano il proprietario della rete a renderla disponibile all’imprenditore privo di rete secondo parità di trattamento. L’accesso obbligatorio alla rete fissa crea una finzione giuridica: è un pezzo di teatro perché si mima un mercato competitivo, consapevoli che non lo sarà mai, date unicità e irreplicabilità della rete. Anche sulle piazze digitale le piattaforme dei GK sono un passaggio obbligato per trasmettere i contenuti digitali a noi che li acquistiamo con i nostri dati.
La norma che farà ordine tra i mercati delle Tlc e del digitale
Due mercati, le telecomunicazioni e i servizi digitali, sottoposti a regole diversamente gravose, dirette ad assicurare la competitività di piazze strutturalmente...






