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Ultimo aggiornamento: 9:50
Gli attivisti occidentali, tra cui 200 italiani, della Global March for Gaza, la marcia umanitaria che aveva come obiettivo quello di arrivare al valico di Rafah per “chiedere la fine dell’assedio su Gaza e l’apertura di un corridoio umanitario sicuro”, sono stati “fermati, gli sono stati ritirati i documenti e sono state deportati”. La denuncia arriva dal Cairo da una delle attiviste, Antonietta Chiodo, con un video pubblicato sui canali social dell’organizzazione. “Molti sono stati già deportati e questo è assolutamente inaccettabile”, denuncia Chiodo che, insieme ad alcuni dei 200 italiani previsti alla marcia, era già arrivata in Egitto.
“Tutti gli occidentali vengono deportati – spiega nel video – È una violazione del diritto internazionale“. Secondo l’attivista gli attivisti vengono portati via “per non creare incidenti diplomatici”. Infatti, denuncia, “dopo le dichiarazioni del ministro Katz, che ha dichiarato che non ci saranno linee rosse e utilizzeranno tutte le armi possibili”, il rischio è che ci sia un “massacro al confine”.
La vittima è Carlo Legrottaglie, brigadiere 59enne: sarebbe andato in pensione a luglio. L'inseguimento in auto a una Lancia Y, poi lo scontro a fuoco. Il cordoglio di Mattarella e Crosetto: "Profondo dolore"










