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In Toscana un uomo di 64 anni affetto dal morbo di Parkinson in stadio avanzato è morto ricorrendo alla pratica del suicidio assistito, regolato dalla prima legge regionale italiana su questo tema (una legge nazionale non è mai stata approvata). Il suicidio assistito, o morte assistita, è la pratica con cui a determinate condizioni ci si autosomministra un farmaco per morire e in Italia è legale dal 2019 grazie a una sentenza della Corte costituzionale. Le modalità con cui si può accedere alla pratica però non sono mai state regolamentate con una legge dello Stato, e lo scorso febbraio la Toscana aveva approvato una legge per farlo.
A maggio il governo di Giorgia Meloni aveva impugnato quella legge, con un ricorso alla Corte costituzionale, che dovrà quindi esprimersi al riguardo (la legge regionale nel frattempo resta in vigore). I partiti di destra al governo, come tradizionalmente i partiti più conservatori (ma non solo), sono solitamente contrari alla libertà di scelta sul cosiddetto “fine vita”, come viene chiamato il periodo che precede la morte e l’insieme di scelte personali che la riguardano.
In generale i governi di ogni parte politica che si sono susseguiti in Italia dal 2019, cioè da quando il suicidio assistito è legale, non hanno mai fatto approvare una legge sul tema nonostante molte sollecitazioni da parte della Corte costituzionale.













