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La Sardegna è stata la seconda regione italiana a dotarsi in maniera autonoma di una legge sul suicidio assistito, o morte assistita, la pratica con cui a determinate condizioni ci si autosomministra un farmaco letale. La prima era stata la Toscana: in entrambi i casi le due regioni hanno approvato una legge per regolamentare una pratica che in Italia è legale dal 2019, grazie a una sentenza della Corte costituzionale, ma su cui non è mai stata approvata una legge nazionale (nonostante numerose sollecitazioni della Corte al parlamento).

Secondo dati diffusi dall’associazione Luca Coscioni, dal 2019 a oggi in Italia 15 persone hanno ottenuto l’autorizzazione a morire col suicidio assistito, 10 delle quali facendovi effettivamente ricorso. Le altre cinque hanno scelto di non procedere con la morte assistita pur avendone il diritto, oppure non sono riuscite a farlo per complicazioni dovute alla mancanza di una legge nazionale.

L’associazione Luca Coscioni si occupa da anni di diritti civili e in particolare del cosiddetto “fine vita” (come viene chiamato l’insieme di questioni che riguarda la morte e le scelte sul periodo che la precede): ha seguito dal punto di vista legale 7 dei 10 casi di persone che sono morte con questa tecnica in Italia, oltre ad aver scritto il testo base della proposta di legge approvata sia in Sardegna che in Toscana (e in discussione in diverse altre regioni).