Dopo la Toscana anche la Sardegna ha approvato una legge sul fine vita: con 32 sì, 19 no e una astensione è la seconda regione italiana ad esprimersi ufficialmente sul tema. Partendo dal testo proposto dall'associazione Luca Coscioni, il Consiglio regionale ha promosso la norma che applica procedure definite sui tempi per l'assistenza al suicidio medicalmente assistito.

La legge approvata in Sardegna garantisce l’assistenza sanitaria gratuita a chi, affetto da patologia irreversibile e dipendente da trattamenti vitali, sceglie autonomamente e consapevolmente di accedere al suicidio medicalmente assistito. Le condizioni dovranno comunque essere verificate da una commissione multidisciplinare e dal comitato etico territorialmente competente.

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L’iter di approvazione

In Sardegna la proposta di legge sul fine vita è stata depositata il 29 novembre 2024, come riporta l’associazione Luca Coscioni che monitora i progressi Regione per Regione. Dopo l’appello lanciato da personalità sarde come Paolo Fresu, Claudia Aru e Luigi Manconi, il 15 maggio 2025 è stato avviato l’iter in commissione. Nei due schieramenti anche voci contrarie alle rispettive linee di partito: in maggioranza ha votato contro Lorenzo Cozzolino (nel gruppo Orizzonte Comune ma eletto con il Psi), mentre si è astenuto il vice presidente del Consiglio regionale Giuseppe Frau (Uniti con Todde). Nel centrodestra è stato l’azzurro Gianni Chessa a votare «convintamente» a favore. Carla Fundoni, presidente della sesta commissione Sanità del Consiglio e membro del Partito democratico ha commentato a caldo: «È una legge di civiltà e responsabilità istituzionale, che mette al centro la libertà e la dignità della persona, sostenuta e accompagnata senza imposizioni, nel rispetto della sua volontà. Con questo voto, ribadiamo che la politica deve affrontare anche i temi più delicati con coraggio e senza ideologie, assumendosi la responsabilità di garantire diritti e di non lasciare nessuno solo di fronte al dolore e alla sofferenza».