Roma, 11 giu. (askanews) – Solo pochi mesi fa, a metà febbraio, la Toscana era stata la prima regione italiana ad avere approvato una legge per regolamentare il suicidio assistito e nonostante l’opposizione del governo di Giorgia Meloni, che, nel Consiglio dei ministri di un mese fa ha impugnato la legge regionale, quelle norme si sono già tradotte in pratica.
A ricorrervi è stato, lo scorso 17 maggio, lo scrittore Daniele Pieroni, 64 anni, affetto dal morbo di Parkinson dal 2008 e costretto, a causa di una grave disfagia, a vivere con una gastrostomia endoscopica percutanea (Peg) in funzione per 21 ore al giorno. Daniele, come spiega oggi una nota dell’Associazione Coscioni, ha potuto scegliere di porre fine alla propria vita, a casa propria in provincia di Siena, beneficiando sia della sentenza del 2019 “Cappato – Antoniani” della Corte costituzionale sia alla legge legge regionale “Liberi Subito”, approvata dal Consiglio regionale della Toscana l’11 febbraio 2025. “È il primo caso di morte volontaria assistita avvenuto nella Regione da quando la legge è entrata in vigore, a conferma della sua piena applicabilità in virtù di giudicato costituzionale, nonostante l’impugnazione da parte del Governo”, spiega l’associazione Coscioni. Il farmaco letale, fa sapere ancora l’associazione, è stato preparato a casa dell’uomo che, assistito volontariamente da due dottoresse e da un medico legale dell’Asl, oltre che dai familiari, se lo è autosomministrato.













