Strappati dall’inferno di Gaza, la paura negli occhi, la salvezza all’orizzonte. L’esercito inerme, involontario dei piccoli feriti palestinesi è in Italia e vuole restarci. «Ho visto negli occhi delle mamme e dei bambini l’orrore della guerra, ci hanno detto “non voglio tornare a Gaza, possiamo rimanere qui?”» ha raccontato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Volti di dolore e voglia di vivere, come quello di Adam, unico superstite dei dieci figli della dottoressa Alaa al-Najaar, sopravvissuto al bombardamento della casa a Khan Younis in cui è perso la vita anche il papà. «Non provo odio - ha detto la mamma, pediatra - per Adam sogno in Italia una scuola senza bombe». Il piccolo è atterrato all’aeroporto di Linate e trasferito all’ospedale Niguarda di Milano, ad attenderlo il ministro Tajani che ha regalato al bimbo un pallone: la zia di Adam gli aveva confidato che il nipote ama il calcio, così un rappresentante dell’Aeronautica Militare ha preso un pallone dalla palestra dell'aeroporto e lo ha consegnato al ministro. Gesto che è riuscito a strappare un sorriso al bimbo, che ha teso la mano al ministro, commosso anche dai ringraziamenti della mamma. «Dovrà subire diversi interventi» ha raccontato Guido Bertolaso, responsabile Welfare della Regione Lombardia: ha fratture multiple alle braccia, lesioni neurologiche, danni al torace e all’addome, ustioni. Con lui, due ragazzine di 12 e 15 anni: la prima sarà curata al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, anche lei ha fratture multiple e lesioni agli organi interni; l’altra al Policlinico di Milano, presenta fratture e un trauma toracico. Tre bimbi, tra cui uno di 2 anni, sono stati trasferiti al Regina Margherita di Torino.