MARTELLAGO - Nessun dietrofront ma apertura al confronto, e il caso va sulle tv nazionali. Continuano a far discutere i cartelli di divieto di giocare a calcio messi in piazza Bertati a Martellago e nel gazebo del parco di via don Berti a Maerne, tra le proteste di tanti genitori ma anche plausi di residenti e commercianti. Tanto che vi dedicherà un servizio anche il programma di Rete4 “Zona Bianca” nella puntata di domenica, con un'intervista al sindaco Saccarola. Che ha chiarito la sua posizione anche su Facebook.
Ha ribadito che i segnali sono solo un “rafforzativo” di un regolamento del 2012 che vieta già il calcio in aree non deputate, che sono stati collocati dopo un monitoraggio dei siti alla luce delle lamentele di abitanti e negozianti per le pallonate, per i danni a vetrine e persone e il disturbo della quiete pubblica: è giunta un’altra richiesta dai residenti di piazza Alpi a Maerne per lo stesso problema ma l’area non è stata ancora attenzionata, ad ora non sono previsti altri cartelli. “Capisco le lamentele di molti genitori, ma come amministratore devo prendere decisioni, seppur impopolari, per far rispettare le regole e la sicurezza di tutti. Va trovato un equilibrio tra diritto dei ragazzi a divertirsi e rispetto degli altri” scrive il sindaco ricordando i siti alternativi tra campi da calcio e basket e parchi giochi nel territorio per giocare senza creare disagi. Ma Saccarola ha anche invitato i genitori, anziché “sparare a zero sui social, a riflettere insieme su come trovare soluzioni condivise e a un confronto costruttivo”, aprendo a proposte. Per Maerne, escluso un intervento sul gazebo, “bisognerebbe demolire i muri”, si sta pensando di ricavare nei pressi un altro campetto da calcio oltre a quello in via Troso dei Agi. In capoluogo invece il sindaco insiste che “il campo di via Liguria, a 150 metri dalla piazza, e quelli della parrocchia, ancor più vicini, sono sufficienti: non possiamo attrezzare per il calcio ogni area verde. I campi parrocchiali non sono chiusi: basta tesserarsi, costa 6 euro l’anno comprensivi di assicurazione-infortuni, e chiedere al parroco” sostiene Saccarola, che rimarca l’apertura di uno spazio giovani proprio in via don Berti nell'ex biblioteca gestito dalla coop La Esse, che cura le politiche sociali e giovanili del Comune. In realtà è un trasferimento, lo spazio prima si trovava al centro civico, ma in una stanza condivisa: “questa è tutta per i ragazzi, ci sono giochi da tavolo e si fanno varie attività ludiche e di supporto allo studio”. E soprattutto viene finalmente riaperto a un uso pubblico un edifico comunale rimasto a lungo inutilizzato, ridotto a mero deposito di mobili e attrezzatura durante il trasloco del municipio per i lavori di restauro.






