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11 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 22:17
“L‘intervento della politica è il nuovo fattore che va preso in considerazione in caso di operazioni tra banche e non lo dico come una critica”. L’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, lo ha detto mercoledì mattina alla Goldman Sachs European Financial Conference 2025 e lo ha ribadito alla Cnbc, sottolineando che “i governi sono diventati molto più interventisti e questo altera in modo molto concreto le regole del gioco e lo fa anche per il management delle banche”. Altro che la vecchia moral suasion, insomma. “Come manager di una banca ho sempre pensato che il mio ruolo fosse di sostenere l’economia del mio paese e i clienti, creando valore per gli azionisti – dice – ma nel momento in cui la presa politica si rafforza, può succedere che il management, solo perché non gradisce la situazione, intervenga sul governo e questo diventa un ostacolo insormontabile”. Quindi si rivolge direttamente alla platea: “Se i team manageriali invece di massimizzare il valore per i loro azionisti e offrire potenziali opportunità ai loro clienti e dipendenti, dato che non apprezzano l’operazione fanno lobby, vanno dal governo e la fanno bloccare, è corretto? Secondo me no. Non è una critica al governo e ai politici, ma è una critica all’approccio di difesa che impedisce al mercato di funzionare correttamente e porta il dialogo su un altro piano: non è fattuale, non è razionale, non crea valore, è solo difesa. E questo succede ovunque ormai senza eccezioni”. Questo ovviamente non significa che il governo non debba vigilare, è la precisazione, “ma fare lobby e cercare di far deragliare ciò che è nell’interesse della tua compagnia è qualcosa con cui ho dei problemi”.









