Inizia tutto con una gag. Bruno Vespa: “Signor Benigni, ma da quanti anni l’aspettavo in questo studio”. “È la nostra prima volta signor Vespa. Voglio fare qualcosa per dimostrare che non è frutto dell’intelligenza artificiale. Vengo a toccarle il naso”. “Il naso è pronto”, dice Vespa. La stranissima coppia si riunisce a 5 minuti, nella puntata in onda su Rai 1 l’11 giugno, dove il premio Oscar va a presentare il suo libro, Il sogno (Einaudi) che esce martedì. Aveva parlato dell’Europa, del manifesto di Ventotene, nel monologo straordinario del 19 marzo: ora le sue idee sono raccolte nel volume in cui ribadisce con forza il suo pensiero. Anche Vespa dice che da bambino sognava l’Europa unita.
“Io sono un europeista estremista”, dice Benigni “ma dentro ci sono due Europe: una buona e una cattiva, dottor Jekyll e mister Hyde, una sana e una meno sana: c'è l'Europa del Parlamento, della Commissione, che lavora per tutti gli europei, per i nostri interessi e poi c'è l'Europa intergovernativa, quella del Consiglio europeo, dove siedono i capi dei governi europei... E lì prima di prendere una decisione c'è l'unanimità, c'è il veto. Basta Cipro, con 1 milione 300mila, 1milione 400mila abitanti rispetto a 500 milioni e blocca tutto. Leviamo il veto, leviamo l'unanimità. Quante cose potrebbe fare così l'Europa, sarebbe il sogno".









