Brescia? «Una stratificazione di vestigia romane e longobarde, architetture medioevali e grande pittura del Rinascimento, eleganze di palazzi borghesi ottocenteschi». A snocciolarne le attrattive è Davide Dotti, storico dell’arte, inviato speciale di Geo (Rai 3) nell’Italia della bellezza e curatore da un decennio del fortunato palinsesto di mostre di Palazzo Martinengo (in corso, fino al 15 giugno, «La Belle Époque. L'arte nella Parigi di Boldini e De Nittis»). «Inchiavardata troppo a lungo nel cliché di grigio centro industriale, questa città dal taglio giusto per viverci è un forziere di tesori», dice. «In Duemila anni di storia abbiamo ereditato capolavori insospettabili, che lasciano a bocca aperta tutti, ma soprattutto chi arriva qui per la prima volta».
Davide Dotti: «La mia Brescia, un sorprendente forziere di capolavori e industrie eccellenti»
Lo storico dell'arte ci racconta la «Leonessa d'Italia», molto diverso dal luogo comune che la ritrae come un grigio centro costellato di fabbriche







