«La città del futuro? Si muove su due ruote e permette alle persone di ri-appropriarsi dello spazio pubblico». Parola di Elisa Gallo, classe 1981, consulente di comunicazione cresciuta ad Alba, trasferitasi a Torino per studiare Scienze internazionali e diplomatiche, che sui social è attiva nel creare una cultura della bicicletta, come atto politico. «È necessario ridurre in modo drastico il numero delle auto sulle strade, disincentivarne l’uso, dare dignità a chi si muove a piedi e in bici, perché non fa del bene solo a se stesso, in termini di tempo, soldi risparmiati e benessere psico-fisico, ma anche all’intera collettività», racconta al Corriere della Sera. «Sin da ragazza usavo saltuariamente la bici per muovermi ad Alba. A Torino, dove abitavo in periferia, ho iniziato a muovermi in motorino, fin quando nel 2008 me l’hanno rubato e ho deciso “basta motori, inizio a pedalare”. Il furto è stato, un'opportunità: ho, poi, iniziato a partecipare all’attivismo locale per la rivendicazione di spazi, diritti e sicurezza per chi sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto, perché era la realtà che vivevo ogni giorno a sembrarmi ingiusta», ricorda, citando i primi “Bike Pride”, le parate festose che dal 2010 una volta l’anno riempiono le vie della città per mostrare l’orgoglio di usare la bicicletta e il Salvaiciclisti a Roma (2012).