Riposte le urne di quest’ultima tornata referendaria, constatata la bassa affluenza che ha invalidato la consultazione, la domanda si riaffaccia spontanea: è ancora attuale lo strumento referendario? Certamente sì, secondo l’opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia autonoma di Trento. Guardando alle analisi di Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, l’idea che il referendum sia uno strumento ancora attuale e che dovrebbe essere usato più spesso è condivisa dal 71% degli intervistati, mentre all’opposto è il 26% a giudicare questo istituto ormai vecchio e da mettere in soffitta.

L’argomento, ovviamente, divide la politica: vediamo come cambiano questi orientamenti in base al voto dei nordestini. La condivisione più ampia dell’attualità dello strumento referendario la possiamo osservare tra chi guarda al Movimento 5 Stelle (94%) o al Partito Democratico (89%), insieme agli elettori di Alleanza Verdi Sinistra, Azione o voterebbe per un partito minore (tutti intorno all’83%). Il “campo largo”, dunque, appare massicciamente a favore dell’uso dei referendum. All’opposto, è tra gli elettori dei partiti che compongono l’attuale maggioranza di Governo che sembrano emergere maggiori distinguo. Tra quanti sono vicini alla Lega e a Forza Italia, infatti, la maggioranza continua a guardare con fiducia al referendum (rispettivamente, 67 e 62%), anche se la quota di scettici appare piuttosto consistente (27 e 38%). Sono gli elettori di Fratelli d’Italia quelli più divisi tra chi ritiene il referendum uno strumento ancora attuale (46%) e quanti invece lo giudicano obsoleto, con una prevalenza di questi ultimi (51%).