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10 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 19:39
Si vota di più al Nord e nelle grandi città. Meno al Sud e in provincia: i dati di affluenza ai cinque referendum dell’8 e 9 giugno restituiscono una tendenza nota che si ripete a ogni tornata elettorale. Ma la distribuzione del voto (e il suo andamento nel merito) dicono che non è solo sui punti cardinali che si possono verificare le disparità di comportamento degli elettori nel Paese. Le mappe elaborate sulla base dei dati del Viminale permettono infatti di rilevare una sovrapposizione tra partecipazione elettorale e reddito medio, non solo sull’asse Nord-Sud, ma anche tra pianura-montagna e tra città–provincia.
Guardando poi alle scelte dei 15 milioni di elettori che hanno deciso di partecipare alla tornata elettorale è possibile osservare che alla minore partecipazione in termini numerici delle Regioni del Sud corrisponde in realtà una maggiore adesione alla iniziativa referendaria: meno elettori ma più compatti nella scelta del Sì. Al contrario, nelle regioni del Nord alla maggiore affluenza corrisponde una “freddezza”, pur calcolata su un risultato ampiamente favorevole ai quesiti. In questo caso la correlazione con la distribuzione dei redditi è ancora più evidente: alle aree con reddito più basso corrispondono sempre percentuali di sì elevate.















