Torna l'incubo della violenza anti-immigrazione e dei 'riots' nel Regno Unito.
Stavolta teatro dei disordini è stata la cittadina di Ballymena, in Irlanda del Nord, messa a ferro e fuoco da gruppi di manifestanti che hanno preso di mira case abitate da migranti e si sono scontrati con la polizia. Il tutto sulla scia della furia scatenatasi alla cieca in seguito a un caso di tentato stupro in cui risulterebbero implicati due adolescenti d'origine straniera.
Nuovi scontri sono scoppiati ancora, per la seconda serata consecutiva, tra manifestanti e polizia a Ballymena dove centinaia di manifestanti, alcuni mascherati, si sono scontrati con la polizia antisommossa. Petardi e bottiglie di vetro sono stati lanciati contro la polizia, che ha utilizzato idranti.
Lunedì sera, alcune abitazioni erano state date alle fiamme e 15 agenti sono rimasti feriti in quello che la polizia ha definito un attacco a sfondo razziale, in seguito all'accusa di tentato stupro di una ragazzina da parte di due adolescenti.
Il bilancio provvisorio della prima giornata racconta di una quindicina di agenti feriti o contusi e di alcuni facinorosi fermati, fra cui un 29enne incriminato per danneggiamenti, turbamento della quiete pubblica e resistenza, nell'ambito di quella che la polizia locale ha bollato come una strumentalizzazione dello sdegno collettivo ad opera di agitatori in preda a "teppismo razzista puro e semplice". Mentre Jim Allister, deputato della destra protestante unionista nordirlandese eletto alla Camera dei Comuni nel collegio di zona, quello della contea di North Antrim, ha denunciato l'accaduto come "molto angosciante", ma non ha mancato di gettare benzina sull'incendio: scagliandosi contro l'emigrazione e contro la vicina Repubblica d'Irlanda, che a suo dire lascerebbe filtrare oltre confine "i clandestini" in Ulster.










