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Non si fermano i disordini scoppiati dopo l'arresto di due 14enni rom, accusati del tentato stupro di una ragazzina. Nel mirino soprattutto persone provenienti dall'Est Europa

Continuano i disordini in Irlanda del Nord, dove per la terza notte consecutiva le strade di Ballymena, città di circa 30mila abitanti, si sono riempite di bande di incappucciati che hanno dato l'assalto alle case di immigrati, sfasciando le finestre e appiccando incendi. Molti residenti, per difendersi, hanno iniziato ad esporre bandiere britanniche per segnalare la propria nazionalità.

La violenza nella provincia del Regno Unito è scoppiata dopo l'arresto, lunedì scorso, di due 14enni rom accusati di aver tentato di stuprare una ragazzina. Si è trattato della classica miccia, l'ultima goccia per i locali che da tempo si lamentano di essere diventati la "discarica" degli immigrati, a cui imputano l'aumento della criminalità e dell'insicurezza. Nel mirino delle rivolte sono finite soprattutto persone provenienti dall'Est Europa, come cechi, slovacchi, bulgari o polacchi. La polizia ha parlato di "teppismo razzista" e la premier dell'Irlanda del Nord, la cattolica Michelle O’Neill, ha descritto i disordini come "razzismo puro".