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Ultimo aggiornamento: 12:59
La notte tra mercoledì e giovedì è stata la terza di fila teatro di disordini anti-immigrazione in Irlanda del Nord. Il centro di queste proteste è la cittadina di Ballymena, 31mila abitanti, a circa 45 chilometri da Belfast. Gli scontri sono nati sulla scia dell’arresto di due adolescenti di 14 anni di origine rumena. I due erano comparsi in tribunale il 9 giugno per un presunto tentato stupro di una ragazza del posto risalente a due giorni prima ed erano stati interrogati in presenza di un interprete romeno.
I disordini sono iniziati lunedì e da allora centinaia di rivoltosi, molti dei quali a volto coperto, hanno invaso le strade di Ballymena e altre città bruciando case e auto. La polizia ha definito gli scontri “a sfondo razziale“, dato che hanno preso di mira principalmente minoranze ed essendo sfociati in una sorta di caccia ai rumeni. La notte di mercoledì è stata comunque meno accesa di quella precedente: il bilancio dei poliziotti feriti, 32, rimane invariato, nonostante si parli nuovi fermi che finora erano stati sei in totale. Durante queste notti, i manifestanti hanno lanciato bottiglie, mattoni, fuochi d’artificio e bombe molotov contro la polizia e a nulla sono serviti gli appelli bipartisan alla popolazione dei partiti politici locali e del governo centrale britannico.










